Chiesa Arcipretale di Santa Giustina

Storia antichissima quella della chiesa di Pernumia fondata probabilmente nel V—VI secolo con la diffusione del culto di S. Giustina vergine e martire .L’antica chiesa di S. Giustina riedificata nel 1150 era di proporzioni modeste con le sue murature in cotto e macigno segnate all’esterno dai secoli . Aveva tre navate divise da colonne di mattoni, costruito in bello stile romanico.Le dimensioni della basilica erano 15 m.di larghezza e 30 m. di lunghezza e doveva essere bassa se si considera che il suo campanile, era appena 15 m. ,altezza che è contenuta nella facciata attuale, un lato di questo campanile è ancora riconoscibile nella muratura all’ altezza della soffitta.L’ altare maggiore era rivolto ad oriente, come risulta dai verbali delle antiche visite pastorali, e di conseguenza la facciata era a occidente, rivolta verso Monselice (ruotata di 180° rispetto all’ edificio attuale).Di questo orientamento si sapeva ancora prima degli scavi intrapresi il 6 Luglio 1998, dalla pala del Battesimo di S. Giustina dipinta da Apollodoro da Porcia , dove la luce viene da destra proprio perché doveva essere posta sul primitivo altare maggiore , che era sulla parete orientale.Questa posizione della chiesa, essendo nel tempo mutato l’aspetto del paese, era divenuta anacronistica e si portò quindi la facciata a levante i lavori iniziarono nel 1747. L’allungamento della navata con la nuova abside fu attuato verso occidente con un terrapieno sostenuto da un muraglione, mentre per la sola abside bastarono le fondamenta e il muro a garantire la stabilità. Da quel lato si aprì pure una stradina di raccordo col piano del sagrato e si fece il terrapieno davanti alla porta laterale e alla sagrestia. Con quella la canonica restò isolata da quel lato e si avviò la costruzione della nuova, terminata nel 1797.Il sagrato di fronte alla nuova facciata era cimitero ancora necessario, ma si dovette aprire tra le tombe una stradicciola a est fino al muro di cinta, in cui fu fatta una breccia per il passaggio, con alcuni gradini al terreno sottostante.

La povertà delle risorse fece la sua parte, sacrificando il completamento della facciata, che rimase per un secolo ancora in mattoni ed ancora per lo stesso motivo fece allora conservare il vecchio campanile incorporato nella nuova facciata.Il vescovo Giustiniani nella visita pastorale che consacrò la nuova chiesa esortò la costruzione del nuovo campanile avendo il vecchio numerose crepe dovute alle oscillazione delle campane e ne sospese l’ uso. La nuova torre campanaria fu eretta tra il 1816 e il 1839, prima del completamento della facciata della chiesa, avvenuto tra il 1845 e il 1847.

Nel 1972 il sagrato ha avuto una radicale sistemazione con la posa di pietre in trachite (di provenienza dei cortili delle case di campagna)con disegno di fasce bianche di pietre d’ Istria convergenti all’ ingresso della chiesa. Durante la sistemazione del sagrato sono stati portati alla luce numerosi resti umani dovuto al fatto che l’ odierno sagrato ero la parte posteriore della vecchia chiesa avente funzione di cimitero. I resti sono stati raccolti e posti in un ossario interrato davanti all’ entrata della chiesa.

Il 6 luglio 1998 furono iniziati i lavori di ristrutturazione del pavimento i quali hanno restituito, in maniera del tutto inaspettata , le vestigia dell’ antico edificio. Sono state ritrovate le fondamenta della chiesa risalente alla metà del 1100 ed inoltre , sono riemerse alcune tombe che contenevano resti mortali e un basamento di colonna dell’ antica chiesa. Per fare ammirare questa chiesa sotterranea si è pensato di creare una struttura scoperta. Attraverso una scala accanto all’entrata della chiesa si può accedere ad un vano alto circa 2.40m. dove si trovava l’entrata della chiesa quattrocentesca .A sud dell’area presbiteriale antica è emerso un muro a meridione di cui si conserva il suo pavimento con tracce d’ incendio , prova che c’era sicuramente una chiesa altomedievale precedente la basilica romanica, ciò e stato dedotto anche dal ritrovamento , sul muro di una rara moneta veneziana.

La chiesa di S. Giustina possiede un pregiato parapetto d’altare in marmo, lavoro del Bonazza ,che vi scolpi’ in rilievo un miracolo di S.Vincenzo Ferreri. All’interno del tempio, dietro l’ altare maggiore, vi è la pala raffigurante il Battesimo di S. Giustina datato 1595, opera di Polidoro da Porcia; ai lati del presbiterio Gesù e l’ adultera di Luca Giordano e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso di Bernardo Strozzi.

Organo Cipriani Nel 1600 la chiesa fu fornita di un organo costruito dai fratelli Antignati di Brescia e poi, dopo quello nel 1830, venne comperato l’ organo Cipriani, di pregevole fattura, invidiato da molte parrocchie per la bellezza e dolcezza del suono, la varietà di registri, la potenza sonora non indifferente , che si esprime nell’organo pieno. Esso fu inserito come era stato costruito, a ridosso della porta maggiore, sopra una tribuna sostenuta da colonne ioniche, che abbraccia tutta la larghezza della navata. Lo strumento nel corso degl’ anni fu manomesso subendo un forte degrado, ma nel 1980 fu portato a Padova nel laboratorio dell’ organaro Alfredo Piccinelli, dove si ripararono i danni e si provvide al reintegro dei registri asportati .
Altare Maggiore