Oratorio della S.S. Trinità

Fuori dal centro di Pernumia si può notare l’Oratorio delle S:S: Trinità una volta ospedale con annessa cappella. La posizione cosi strana , fuori dal centro urbano è dovuta dal fatto che c’era una strada molto frequentata poiché portava a Conselve (Caput Silvae).Essa era posizionata fra la via romana tra Este e Padova e l’ altra via romana , l’Annia  da Padova a Adria .

Le sue caratteristiche dimostrano che è una costruzione antecedente l’ anno 1000 , questo è stato dedotto  dal fatto che nelle sue fondamenta sono stati trovati resti di materiali da costruzione usati in epoca romana, ma anche nelle pareti furono usati mattoni di età romana (materiale riutilizzato).

Dalle visite vescovili del 1454 e del 1489 si trova scritto che essa era mal ridotta e al suo interno nasceva folta la vegetazione .

veduta interna della Chiesa S.S. TrinitàLa sua riedificazione voluta da Antonio Francesco Dottori fu iniziata nel1489 e terminata probabilmente tra il 1505 e il 1509 cioè prima che il Dottori venisse deportato a Venezia.nel 1521 il Dottori morì e nel suo testamento presso il notaio Angelo Trombetti di Padova è citata la chiesa della S.S. Trinità fra l’altro il testamento prescriveva che il mantenimento del cappellano era a carico degli eredi .

La chiesa aveva tre altari e una abside nonagonale caratteristica quest’ ultima che serve all’ identificazione dell’ architetto che la disegnò (Lorenzo da Bologna). L’ altare maggiore aveva una pala raffigurante la Trinità e due statue S. Gabriele e S. Michele (non c’è più traccia), gli altri due altari si trovavano ai fianchi dell’ angolo abside , e di essi è ancora visibile gli affreschi all’ interno delle edicole. Le date di questi affreschi risalgono presumibilmente al 1579 poiché sui scalini delle edicole è impressa tale data .

Sotto il tetto c’è un largo fregio con figure di sirene intrecciate tra girali floreali che racchiudono grandi occhi con figure di Santi senza ombra di dubbio opera di Jacopo da Montagnana .Nel presbiterio a destra dell’ altare maggiore c’era un tabernacolo opera di Lorenzo da Bologna .Di tutte le altre opere che un tempo adornavano la chiesa , abbiamo l’ inventario redatto nel 1861 dall’ arciprete di Pernumia Jacopo Cavallini .

La Chiesa trasformata in casa colonica (1966)Con la riscossa dei Veneziani ad opera degli imperialisti iniziò la decadenza della chiesa .Lo stesso Antonio Francesco Dottori ne fu vittima quando venne deportato a Venezia e scampò la morte .Nel 1734 il vescovo Giovanni Minetto Ottoboni fa notare il cattivo stato in cui versava la chiesa all’ arciprete Pierantonio Sartori ma con la visita del vescovo Antonio Giustiniani (1780) fu risistemata mentre era arciprete di Pernumia Gianpietro Masieri. Nel 1861 venne occupata dai soldati austriaci e in quell’ occasione fu fatto l’ inventario sopra citato e trasportate la cose più importanti nella Chiesa di S.Giustina.

Infine nel 1895 fu venduta all’ asta ed il nuovo proprietario Federico Leoni da Padova la trasformò in casa colonica . In questa occasione toccò una brutta sorte agli affreschi rovinati dagli intonaci e da un buco per far passare una trave , ma la peggio la ebbero più tardi quando furono imbiancati.

Fortunatamente nel 1966 l’ arciprete Don Giovanni Prosdocimi acquisì la chiesa e la donò alla parrocchia , iniziarono i lavori di ristauro finanziati dal Ministero Della Pubblica Istruzione sotto la direzione dell’ architetto oris Fontana ella Sovrintendenza Dei Monumenti del Veneto